09 agosto 2005

Colle Leynir (3.084 mt)

quota partenza: 2.532 mt dislivello totale: 552 mt Italia - Piemonte - Torino
Valle Orco - Pian del Nivolet
La giornata è di quelle DOC, cielo limpido e terso.
Parcheggiamo la macchina davanti al rifugio Savoia e prendendo il sentiero arriviamo nella piana del Lago Rosset, molto ampia e bellissima come sempre.
Lasciamo il lago alla nostra sinistra e iniziamo a percorrere una serie di tornanti con leggera salita, attraversando i dolci manti erbosi.
Più si sale, più lo spettacolo aumenta!
La Basei domina sulle catene di montagne circostanti e si riflette nel Lago.
Ad un tratto, quasi improvvisamente, la vegetazione scompare, vi sono solamente più pietre e detriti morenici.
Il sentiero, sempre ben battuto, attraversa una zona molto rocciosa e altrettanto ripida. Il paesaggio è diventato aspro e desertico, completamente diverso dal precedente.Ancora pochi sforzi e poi si è alla meta... si intravede già il valico...
C'è un grosso "omino" di pietre al quale è appoggiata un'insegna scolpita nel marmo, con l'indicazione del luogo.
Arrivati a destinazione siamo liberi di goderci appieno lo straordinario spettacolo, come da una balconata, sulle cime e i ghiacciai della Val di Rhêmes e sul gruppo del Monte Bianco.
La giornata si mantiene splendida, fatto abbastanza strano e raro per essere ad alta quota, ma purtroppo si aggiunge un vento molto freddo ed alquanto fastidioso, quindi prima di pranzare decidiamo di ritornare ai laghi.
Voltando le spalle al Monte Bianco, si va con lo sguardo alla Basei.
Il sole è già alto nel cielo e con la diversa esposizione anche i colori e le forme hanno più risalto.
Scendendo, alla nostra sinistra, ci appaiono i Laghi Tre Becchi, come in una cornice, dietro ai quali emerge maestoso il Gran Paradiso.
Ci avviamo verso uno dei laghetti visti in lontananza che... anche da vicino non delude!
L'acqua, di un blu intenso, riflette l' immagine del Gran Paradiso, creando uno splendido contrasto di luci e colori.
La giornata è stata fantastica. Nulla da dire... il Pian del Nivolet non delude mai! Specie poi quando la condizioni meteo sono favorevoli come oggi!

16 luglio 2005

Lago Morto (2.252 mt)

quota partenza: 1.551 mt
dislivello totale: 701 mt
Italia - Piemonte - Torino
Valle Soana - Piamprato
La giornata è perfetta, con il cielo blu intenso.
Iniziamo il percorso indicato sulla cartina, ma dopo circa mezz'ora di cammino troviamo un cartello che informa dell'interruzione del sentiero a causa di una frana, così ritorniamo sui nostri passi fino al paese di Piamprato. Abbiamo perso quasi un'ora per nulla...
Entriamo nel bar, decidiamo di fare colazione come in città, nel frattempo chiediamo informazioni.
Ci dicono che quel sentiero è chiuso dall'alluvione del 2000, ma è ugualmente possibile raggiungere il Lago Morto con un percorso alternativo.
Anche se ormai l'ora è un po' tarda, imbocchiamo così il sentiero per la Bocchetta delle Oche, deviando poi ad un certo punto a sinistra, su di una stradina ben battuta.
I prati sono verdi e pieni di fiori, in un punto vi sono moltissimi Gigli martagoni, tipici delle zone alpine, abbastanza rari e protetti.E naturalmente... non possono mancare le Stelle alpine!Ad un tratto si apre davanti a noi una splendida vallata, pianeggiante, del tutto inaspettata e bellissima! Sembra un'immagine da favola, una bella baita, circondata da prati in fiore, le mucche, il ruscello. Un sogno!!
Attraversiamo per intero il pianoro e poi il sentiero inizia a salire abbastanza ripido verso destra. La vista è sempre molto ampia sulle montagne e sui pendii. L'ultimo tratto è proprio duro, ma alla fine vediamo appena sotto di noi la conca dell'ex lago, del quale oggi resta solo più un rigagnolo d'acqua e il terreno molto umido.Il sentiero scende all'interno, tra l'erba e i moltissimi bianchi batuffoli degli Eriofori, tipici fiori delle zone paludose d'alta quota.
Iniziano ad arrivare delle nubi, in lontananza sembra anche un temporale.
Da qui si potrebbe salire sul Monte Marzo, ma la strada è ancora lunga, il tempo peggiora ed è già tardi... sarà per la prossima volta!
Ci accontentiamo di vederlo da sotto, maestoso anche da questa angolazione...Riprendiamo la strada del ritorno, non prima di aver salutato una simpatica ranocchietta che ci ha tenuto compagnia durante la nostra permanenza nel suo territorio.