12 novembre 2005

Gran Lago (2.485 mt)

quota partenza: 1.801 mt
dislivello totale: 684 mt
Italia - Valle d'Aosta - Aosta
Valle di Champorcher - La Cort
Giornata bellissima, il cielo molto terso dà maggiormente risalto ai colori infuocati dell'autunno sui larici ed i prati della vallata.La vista spazia anche sulle montagne nostrane, infatti un vallone laterale è proprio la Valle della Legna, che confina con la Valchiusella e con la vallata di Piamprato, culminanti con il Monte Marzo, ben visibile da qui.
Salendo si arriva ad un piccolo colle, dal quale si vede benissimo tutta la catena del Monte Rosa, proprio davanti a noi, maestosa come sempre.Scendendo verso il rifugio Barbustel, molto ben conservato ed ancora utilizzato durante l'estate, iniziamo a scorgere il Lago Bianco (m. 2.153), molto vasto e panoramico sui colossi valdostani.Nella parte opposta è localizzato il Lago Nero (m. 2.166), ancora in ombra.
Proseguendo lungo il sentiero si fiancheggia dall'alto il Lago Cornuto (m. 2.170), in una conca, alla base di un massiccio roccioso.Il clima è molto freddo, ci sono molte piante di rododendro "ibernate" e numerosi cristalli di ghiccio, segno che ormai l'inverno è arrivato, specie a queste altitudini.Continuando la salita la vista sulla zona dei laghi si allarga, sembrano perle bluastre incastonate tra le rocce.Ad un tratto, dopo un'ultimo strappo in salita, si apre davanti a noi il Gran Lago (m. 2.485), lo specchio d’acqua naturale più esteso della Valle d’Aosta, già ghiacciato e circondato in parte dalla neve. Spettacolare! Con colori molto intensi, anche se ora il cielo è velato da numerose nubi.In poco tempo anche l'ultima parvenza di sole ci lascia ed improvvisamente il clima si fa gelido, mangiamo tra la neve ad una temperatura polare, molto velocemente, e riscendiamo subito il sentiero. Il cielo si è chiuso, è nuvoloso, anche le montagne in lontananza sono più poco visibili, inizia anche a diventare un po' buio, siamo in inverno e le giornate sono corte. E' stata un'escursione molto bella, lunga e non molto impegnativa, vedendo ambienti e colori unici nel loro genere.
La neve ed il ghiaccio inoltre hanno dato un tocco in più, creando un effetto molto particolare sul paesaggio.

31 agosto 2005

Monte Marzo (2.756 mt)

quota partenza: 1.551 mt
dislivello totale: 1.205 mt
Italia - Piemonte - Torino
Valle Soana - Piamprato
Partendo da casa la giornata non sembra delle migliori, ma arrivati a Piamprato la foschia mattutina si dirada ed un leggero venticello spazza via tutte le nubi.
Lasciamo il parcheggio che è ancora quasi buio, in modo da essere in vetta prima che arrivino le classiche nuvole del mezzogiorno, tipiche delle nostre zone.
Ripercorriamo il sentiero già fatto per il Lago Morto. Arrivati, dopo una piccola sosta, iniziamo a salire rapidamente lungo la parete che circonda la conca del lago, inizialmente su di un sentiero abbastanza segnato. E' ripido, si sale parecchio, intanto il sole, sbucando dalla montagna, inizia ad illuminare il nostro percorso.
Guardando in basso il Lago Morto rimane ormai molto sotto di noi.Continuando la salita si attraversa una grossa pietraia. Qui il "sentiero", se così si può chiamare, si fa difficile, bisogna tenere gli occhi molto aperti cercando di individuare gli "omini" in modo da seguire la giusta direzione, ma tra tante pietre non è cosa semplice... Si salta così da una roccia ad un pietrone, come se fossimo stambecchi.
A proposito: in questa zona ce ne sono parecchi, noi ne vediamo alcuni, ancora piccoli.
Ad una certa quota la vista inizia a spaziare, purtroppo già si vedono in lontananza alcune nuvole.
Proprio davanti a noi, sul costone opposto c'è il Lago Santanel, dietro spuntano alcune montagne, già della Valle d'Aosta.Guardando con più attenzione notiamo che si tratta del Cervino e del Monte Rosa, anche se l'immagine non è molto nitida a causa della grande foschia estiva.Arrivati sul colletto, credendo di essere quasi in vetta, notiamo invece che si apre ancora un altro ripido canalone, al culmine del quale c'è la croce.
Le nuvole ci stanno velocemente raggiungendo, lasciandoci però ancora vedere la parte terminale della Valle della Legna, con alcuni laghetti."Arrampichiamo" ancora parecchio, sempre tra le rocce, la stanchezza inizia a farsi sentire...
Quando arriviamo sulla cima il panorama è praticamente inesistente, solo nuvole, ma ancora un po' di cielo blu.Ma dura molto poco, nel giro di un paio di minuti siamo circondati dalla nebbia, a stento si riesce con la macchina fotografica a mettere a fuoco la croce.
Non si vede assolutamente nulla, non uno spiraglio per curiosare...
Tanta fatica per avere la stessa visuale che ci potrebbe essere sull'autostrada, intorno a Vercelli, d'autunno, ma... con una grossissima soddisfazione: essere saliti sulla montagna simbolo della nostra bellissima Valchiusella!
Per vedere il panorama ci saranno altre occasioni, questa è la prima volta, ma sicuramente non sarà l'ultima. E' stata un'esperienza troppo bella!!